RETROTECA: Intervista a Pier Vittorio Tondelli e Romana Pucci & Tondelli e il divertimento

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Il wu wei della poesia contro le guerre n.50: William Ernest Henley, “Invictus”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

William Ernest Henley, “Invictus”. Lettura di Fabiola Filardo


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Alex Bardascino, Luciano Curreri, “Non di sola destra”. Nota introduttiva di Luciano Curreri

[E’ appena uscito per Rubbettino editore, Non di sola destra di Alex Bardascino e Luciano Curreri. Per gentile concessione dell’editore, presentiamo la nota introduttiva di Luciano Curreri (f.s.)]

Alex Bardascino, Luciano Curreri, Non di sola destra, Rubbettino Editore, 2022, pp.114, €12,00


Nota introduttiva di Luciano Curreri

La Repubblica e la Repubblica delle lettere del secondo dopoguerra hanno come minimo comun denominatore lantifascismo. Limpegno civile e letterario di questultima e vincente istanza plurale (che tiene insieme tutti i «n al fascismo, dai liberali ai comunisti, dai prigionieri ai partigiani) ha dato vita a una cultura che ha saputo esprimere momenti e pagine indimenticabili, che anche gli autori di questo librino hanno letto e in parte studiato, a volte insieme e pure di recente, con lidea di mettere a confronto due generazioni diverse di lettori, una risalente al 1966 (Luciano Curreri) e laltra al 1988 (Alex Bardascino)1.

Nella seconda metà del Novecento, non scompaiono tuttavia le narrazioni di destra. E nel nostro libro, se ne sono selezionate sei, di tali narrazioni, ottenendo una (non sporca) mezza dozzina di autori e testi che in circa 35 anni di vita repubblicana, tra il 1953 e il 1986, rivendicano, secondo modalità differenti, una certa adesione al fascismo e quanto meno un certo ritorno inquieto al Ventennio e alla Repubblica Sociale Italiana: ritorno generazionale e plurigenerazionale insieme (ma non senza fratture, fra, per esempio, i giovanissimi e convinti repubblichini di Mazzantini e quanto appare loro, nel secondo dopoguerra, come «“la teppaglia nera»2).

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Il wu wei della poesia contro le guerre n.49: Francisco Soriano, “Non porgere l’altra guancia tu”. Lettura di Fabiola

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Francisco Soriano, “Non porgere l’altra guancia tu”. Lettura di Fabiola


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Il wu wei della poesia contro le guerre n.48: Paolo Messina, “Versi pi la libirtà”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Paolo Messina, “Versi pi la libirtà”. Lettura di Fabiola Filardo.


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Le poesie “DISARMONICHE” di Antonino Contiliano

di Francesco Muzzioli

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Antonino Contiliano è un autore di un tipo assai raro al giorno d’oggi che unisce ad un perentorio impegno politico un altrettanto forte impegno sull’invenzione formale. La nuova raccolta, Sparse disarmoniche, da poco pubblicata per le edizioni Prova d’autore, conferma questa insolita sinergia. E ne dà conferma anche Marco Palladini, nella sua esauriente introduzione al libro, dove definisce Contiliano «un autore combattente e però eterodosso che combina un evidente post-brechtismo con un postmodernismo linguistico estrosamente sperimentale» (Per una poesia resistente e di contraddizione).
Gli è che l’esperienza dell’avanguardia (e in particolare dell’Antigruppo siciliano) non è passata invano, per cui la polemica vibrante nei riguardi di un mondo preoccupato principalmente nella buona salute degli affari e ormai ridotto a parlare per anglismi, acronimi e sigle varie si svolge mediante un linguaggio in continuo movimento, tra abbondanza plurilinguista di vocaboli stranieri e frasi latine, ribalzi sonori di rime e paronomasie, citazioni più o meno distorte, giochi verbali, ecc. Il tutto con un verso che varia di lunghezza, sostanzialmente libero, nel quale anche i residui endecasillabi, involontariamente formatisi, non sono più percepibili come tali.

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Il wu wei della poesia contro le guerre n.47: Marco Scalabrino, “Ultimi”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Marco Scalabrino, “Ultimi”. Lettura di Fabiola Filardo


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Lettura d’autore: da un incontro con Giorgio Manganelli

[Il numero 44 di “Riga” è dedicato al centenario della nascita di Giorgio Manganelli. I due curatori, Andrea Cortellessa e Marco Belpoliti, riaggiornano con nuovi e corposi materiali il numero già uscito nel 2006. E ci permettono di ospitare stralci di un incontro realizzato in università da Manganelli il 19 aprile 1986 su invito di Mario Costanzo Beccaria, docente di Storia della critica letteraria. Attenzione, non è il Manganelli recalcitrante delle interviste, ma un Manganelli a ruota libera. a. i.]

.Mario Costanzo

In un articolo apparso di recente, Andrea Zanzotto si domandava se possa un poeta parlare di poesia o addirittura della propria poesia (o di che altro, semmai?).

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Il wu wei della poesia contro le guerre n.46: Tommaso Romano, “Ecco”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Tommaso Romano, “Ecco”. Lettura di Fabiola Filardo


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Mauro Germani, “Tra tempo e tempo”

Mauro Germani, Tra tempo e tempo, Readaction ed., Roma 2022, pp.100, € 14,50


di Rinaldo Caddeo

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Con una prosa limpida, urgente, essenziale, Mauro Germani ci conduce per mano, con garbo, ma senza risparmiarci nulla delle cose che contano, (le perdite, i guadagni, le zone morte, le oasi di pace), nella vita di un uomo, lungo le piazze, le strade, gli angoli reconditi della propria anima, con un percorso circolare e circolatorio.

La prima frase del libro («Sempre più spesso mi rifugio nelle chiese») e l’ultima («Con una speranza che è grido e, insieme, preghiera») ne racchiudono una sintesi. Forse per la prima volta il lemma mistero, così funzionale, nella sua polivalenza, a tutta la ricerca di Germani, riceve un inequivocabile approdo religioso: la rivelazione (si veda, in particolare, il capitolo Il velo e i segni). Ma non è certo l’unico senso.

Si tratta di un libro d’ore e d’incantesimi, di ricordi e di presagi, di ferite aperte e rimarginate. Un libro di sogni liberatori e di incubi ricorrenti, del buio della notte, del vuoto enorme delle navate delle chiese e delle luci accese dietro le vetrate.

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Il wu wei della poesia contro le guerre n.45: Aldo Gerbino, “OROGRAFIA – Nel viaggio, Sicilia mi ferisce (alla maniera di Giorgio Seferis)”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Aldo Gerbino, “OROGRAFIA – Nel viaggio, Sicilia mi ferisce (alla maniera di Giorgio Seferis)”. Lettura di Fabiola Filardo


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