Seminario su “Hilarotragoedia” di Giorgio Manganelli

 

Segnaliamo il seminario su Hilarotragoedia di Giorgio Manganelli a cura di Francesco Muzzioli.

“Un’occasione per allargare il discorso al tentativo compiuto nella neoavanguardia degli anni Sessanta di impostare il romanzo in senso sperimentale. È vero però che la prova di Manganelli risulta piuttosto a sé stante: non distrugge l’assetto discorsivo e neppure tenta di aderire al caos fenomenologico della vita percettiva, non ricorre all’onirismo, come fa Sanguineti. Manganelli rappresenta un’avanguardia rivolta all’indietro che si rivolge al grande stile del passato nei suoi eccessi (la prosa barocca); e si dà un’organizzazione non propriamente narrativa, piuttosto parodizza la forma-trattato con le sue ipotesi, i commi, le chiose del caso”.

Qui la registrazione del dibattito

“Alla Corte del Corto” di Francesco Muzzioli e “La Forma dell’Italia” di Mario Lunetta. Recensione di Antonino Contiliano

copermuzzioli   coperlunetta

di Antonino Contiliano

 

 Come la filosofia, in concetti simbolici, include eticità
 e linguaggio teoretico, così il teoretico (logico), in eticità e
 linguaggio, può a sua volta essere incluso in concetti simbolici.
 Allora nasce la critica etica ed estetica
 
W. Benjamin (“Teoria critica”)

 

 

Il legame della poesia con il politico e il tempo che lo manifesta fa sì che un autore sia sempre “imbarcato” – diceva Sartre -, e lo è sempre dentro l’articolazione aperta dei rapporti di produzione del tempo e dei suoi cambiamenti; e ciò per rispondere con un “appello alla libertà” e della libertà e inequivocabile richiamo alla lotta e della lotta conflittuale nella repubblica dei numeri meritocratici e classisti. Una risposta che continui sia la liberazione, sia la pratica effettiva e radicale della libertà completa come autodeterminazione diretta e collettivamente comune al fine della soddisfazione dei bisogni materiali e immateriali che riguardano tutti, nessuno escluso.

Anche per Benjamin – lì dove certa politica di classe era estetizzata per usare anche della poesia in funzione ideologico-conformista – si tratta/va (anche per noi) di mettere a punto una tendenza di liberazione e libertà antagonista vs la contro-tendenza, il contrario cioè della tendenza; così come la controrivoluzione era il contrario della rivoluzione e non una rivoluzione contraria.

Crediamo che i due libri di poesia – Francesco Muzzioli, ALLA CORTE DEL CORTO, Roma, 2008; Mario Lunetta, La Forma dell’Italia (Poema da compiere), Lecce, 2009 – rispondano a questo imperativo etico-politico di “tendenza” rivoluzionario-materialistica, sebbene “inattuale”, attraverso la poesia civile di questi due loro lavori.

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