Il wu wei della poesia contro le guerre n.39: Jacques Prévert, “Il discorso sulla pace”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Jacques Prévert, “Il discorso sulla pace”. Lettura di Fabiola Filardo.


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.39: Jacques Prévert, “Il discorso sulla pace”. Lettura di Fabiola Filardo”

UGO OJETTI, “Alla scoperta dei letterati” (CESARE CANTÙ)

UGO OJETTI, Alla scoperta dei letterati. Colloquii con Carducci, Panzacchi, Fogazzaro, Lioy, Verga, Praga, De Roberto, Cantù, Butti, De Amicis, Pascoli, Marradi, Antona-Traversi, Martini, Capuana, Pascarella, Bonghi, Graf, Scarfoglio, Serao, Colautti, Bracco, Gallina, Giacosa, Oliva, D’Annunzio, Fratelli Bocca editore, Milano, 1899

.

CESARE CANTÙ.

Milano, agosto del ’94.1

Quando giunsi a Milano e domandai a qualche collega notizie di Cesare Cantù, nessuno me ne seppe dir nulla. Un editore (gli editori han fama di conoscere punto a punto il movimento letterario) mi rispose seriamente:

— Ma Cantù non è morto?

E pazientemente dovetti, innanzi tutto, scoprire l’indirizzo di lui. Poi, quando ebbi saputo che egli abitava in via Morigi, dovetti immaginare il miglior modo per penetrare fino a lui.

Per due giorni, alla sua porta, una domestica mi rispose che egli era in letto e, fino a nuovo ordine del suo medico, non si sarebbe alzato.

Continua a leggere “UGO OJETTI, “Alla scoperta dei letterati” (CESARE CANTÙ)”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.38: Gianni Diecidue, “Quando verrà una nuova generazione”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Gianni Diecidue, “Quando verrà una nuova generazione”. Lettura di Fabiola Filardo.


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.38: Gianni Diecidue, “Quando verrà una nuova generazione”. Lettura di Fabiola Filardo”

Poesia giapponese contemporanea DALLA GRANDE TRADIZIONE CLASSICA ALLA SPERIMENTAZIONE DELLA LINGUA PARLATA

di Massimo Giannotta e Tatsuo Uemon Ikeda

Poesia giapponese contemporanea DALLA GRANDE TRADIZIONE CLASSICA ALLA SPERIMENTAZIONE DELLA LINGUA PARLATA Una panoramica sull’ambiente letterario nipponico in cui è assai reputata la scrittura in versi che dopo secoli di forme tradizionali fondate sul vecchio codice sillabico, ha conosciuto un rinnovamento nel dopoguerra basato su un diverso sistema di notazione scritta. Oggi le tendenze moderniste hanno contaminato linguisticamente anche gli ‘haiku’ e i ‘tanka’ provocando non poche polemiche. In appendice una sintetica antologia su alcuni tra i più significativi protagonisti dell’attuale scena poetica del Giappone: Yukitsuna Sasaki, Yasuta Kemari, Tawari Machi, Momoko Kuroda, Nenten Tsubouchi, Naoko Yamazaki, Shuntaro Tanikawa, Masayo Koike. di Massimo Giannotta e Tatsuo Uemon Ikeda

Scarica il pdf e continua a leggere

In “Via memoriæ / Via crucis”, il “tra” di Marco Palladini

Marco Palladini, Via memoriæ / Via crucis, Gattomerlino, 2022, pp.74, €15,00


di Antonino Contiliano

.

In “Via memoriæ / Via crucis”

il “tradi Marco Palladini

Clip del libro su RetroguardiaTV

Via memoriæ / Via crucis” è il titolo della nuova pubblicazione poetica (Gattomerlino, 2022) di Marco Palladini (la prefazione è curata da Francesco Perozzi). Il libro porta anche il sottotitolo “tra il poetico e il politico”. Una specificazione (s.n.) piuttosto significativa: suggerisce infatti un certo rapporto tra “poetico” e “politico”. Un rapporto che ci permette di rilevare sia una inscindibile connessione liminale tra le due pratiche politiche (c’è una politicità della letteratura, dell’arte e della poesia), sia il diverso e conflittuale regime di senso cui rinviano nel momento stesso in cui si adoperano per riflettere lo stesso rapporto parole-cose. Vero è infatti che la politicità della poesia è altra cosa rispetto alla politicità del “politico”. Se il politico, qui, è inteso come potere, o come adesione di un militante ad un partito specifico e alle sue regole, o a una visione teorica data e alle pratiche di regime stabilite è scelta che non tocca i testi di questa nuova raccolta di Palladini. La politicità della poesia gioca infatti sulla sospensione del preordinato e univoco rapporto segni-cose-espressioni delle cose e del significato loro ordinato; diversamente, spinge a vedere e a leggere l’intreccio come dei sintomi da decifrare e collegare come un insieme particolare di spinte e controspinte. Infatti ci si trova nel mondo che sulle cose e sui corpi lascia dei segni che avviano a una significazione mobile (non pacifica) tra le parole, le cose significate e le azioni possibili. Il rapporto di assenso o di dissenso tra la ragione e le volontà degli agenti, coinvolti nella significazione, non è più né obbligato né gerarchico come nel quadro del modello della “rappresentazione” classica; quella che fissava modi di espressione-comunicazione e posizioni socio-politiche preordinati. È il conflitto. Il conflitto che le parole innescano in itinere quando dalla muta figura della scrittura si passa alla lettura dinamica dei nessi che il chiunque è chiamato a fare per guardare le posizioni e, nel contesto di una società e di un’epoca storica, interpretare-trasformare i regimi d’ordine dicibile-visibile dominanti. È il conflitto (il disaccordo e il malinteso) – direbbe Jacques Rancière – dei “senza parte” che, discordando, nella processualità degli eventi (circostanze e contingenze) costruiscono nuovi oggetti e nuovi soggetti che richiedono condotte e comportamenti altri.

Continua a leggere “In “Via memoriæ / Via crucis”, il “tra” di Marco Palladini”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.37: Francesco Muzzioli, “Leporebomba”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Francesco Muzzioli, “Leporebomba”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.37: Francesco Muzzioli, “Leporebomba”. Lettura di Fabiola Filardo”

Stefano Lanuzza, “Senza meta. Biblioteca degli erranti”

Stefano Lanuzza, Senza meta. Biblioteca degli erranti, Arsenio Edizioni, 2022, pp.322, € 25,00


di Ernestina Pellegrini (Università di Firenze), “Antologia Vieusseux”

.

Clip del libro su RetroguardiaTV

La bibliografia delle opere di Stefano Lanuzza (critico militante, saggista, poeta, artista figurativo) è imponente, e si farebbe fatica a farne un regesto completo, a cominciare da Alberto Savinio (1979) a Senza Storia. ‘900 e contemporanei della letteratura italiana (2021) e fino al recente Senza meta. Biblioteca degli erranti (Arsenio Edizioni, 2022, pp.322, € 25,00) – solo per stabilire dei limiti, ricordando il primo testo con cui l’ho conosciuto e l’ultimo che ho letto integralmente; anche se mi sono arrivati sul tavolo, negli ultimi mesi, altri suoi libri molto interessanti: Una tragica giovinezza. Il Rosso e il Nero di Stendhal (2022), che è una rilettura attenta ed empatica del capolavoro del romanziere francese di cui Sciascia disse “Non è mai stato anziano, né mai lo saranno i suoi lettori”.

Continua a leggere “Stefano Lanuzza, “Senza meta. Biblioteca degli erranti””

Il wu wei della poesia contro le guerre n.36: Emilio Piccolo, “Ce n’è abbastanza per questa notte d’autunno”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Emilio Piccolo, “Ce n’è abbastanza per questa notte d’autunno”


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.36: Emilio Piccolo, “Ce n’è abbastanza per questa notte d’autunno”. Lettura di Fabiola Filardo”

Per Mario Grasso … un poeta andato via

Inaspettata e dolorosa la tua morte, amico Mario Grasso. Oggi il tuo funerale si svolgerà a Catania. Gli eventi della vita e del tempo sono sempre in eccesso, e l’eccesso in quanto tale non ha riguardi. Ma non per questo non ferisce. Da pochi giorni ci eravamo sentiti a viva voce parlando di poesia e progetti. Ora – tu poeta, scrittore, giornalista e critico di gusto e punto di riferimento non comune (dentro e fuori Sicilia) – io e altri ancora continueremo a parlare con i tuoi lasciti: i tuoi scritti e i depositi “muquenti” che lasciasti a testamento poetico, e non solo. Del resto, come ultimo saluto, cosa dirti se non che i poeti come te non possono lasciare la storia solo agli scavi dell’archeologia e/o alle immagini senza immaginazione e rivoluzione. I poeti non possono morire!

Antonino Contiliano

Marsala, 4 ottobre 2022

SPECIALE GUIDO MORSELLI: “Come il protagonista di Dissipatio H.G.”. Morselli lettore di Dante – «PANGEA»

[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]


di Linda Terziroli

[…] C’è quindi qualcosa di misterioso che va oltre gli aspetti filologici e letterari quando ti capita di imbatterti (e di visitare) la sua biblioteca privata. Nel caso dello scrittore Guido Morselli, “uno scrittore senza destinatario” secondo la lapidaria definizione di Francesco Olivari, c’è la possibilità di studiare i libri che lui aveva studiato, in un gioco eterno e meraviglioso di rimandi, postille, sottolineature e di leggere il suo Diario, nella selezione operata dalla pubblicazione Adelphi nell’edizione del 1988. Questo spirito ha animato i viaggi, forse sarebbero da chiamare pellegrinaggi varesini, del professor Fabio Pierangeli, ordinario di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di “Tor Vergata”, un fervido appassionato di Guido Morselli da moltissimi anni. Pierangeli che ha indagato le letture morselliane ha appena dato alle stampe Dante a margine e le interrogazioni di Guido Morselli (Mimesis), un libro come lente d’ingrandimento, come immersione nello studio di Morselli attraverso le diverse edizioni della Commedia dantesca e della Vita Nuova, grazie ai commenti sintetici dello scrittore riportati in fogli di varia dimensione, conservati dentro ai volumi stessi e mai studiati fino ad oggi […].

Leggi l’articolo e l’intervista a Fabio Pierangeli su «Pangea»

_____________________________

Leggi tutti i numeri di 

Primo Levi, “Storie naturali” (ed.2022). Prefazione di Martina Mengoni e Domenico Scarpa

Storie naturali uscì per la prima volta da Einaudi nel settembre del 1966. L’autore era Primo Levi, ma sulla sovracoperta e in frontespizio c’era uno pseudonimo, Damiano Malabaila. Riproporre oggi questi quindici racconti sotto il nome di Primo Levi è un gesto di buon augurio, sia per la collana «Letture» sia per chi li aveva scritti a suo tempo: si festeggia il numero 100 della collezione con un’opera poco conosciuta di un autore conosciuto in tutto il mondo. In una collana di classici contemporanei si offre per questa volta qualcosa che nelle collane di classici per definizione non trova posto: l’esordio di un autore ignoto.

Oggi e per Primo Levi, la raccolta Storie naturali è come un nuovo debutto. Di sicuro alla stregua di un debutto lui la sentì quando nel 1966 ne propose a Einaudi la pubblicazione: si trattava della sua prima opera di finzione, e per un autore come lui l’azzardo era doppio. In quel momento, infatti, Levi era autore di due libri, Se questo è un uomo, la cui versione definitiva era uscita nel 1958, e La tregua, del 1963. Tutti e due erano usciti da Einaudi e tutti e due riguardavano Auschwitz: due libri avventurosi in maniere diverse, così come erano avventurose – ma in una chiave ancora differente – le storie d’invenzione che Levi cominciò a scrivere o a progettare subito. La prima, I mnemagoghi, uscì già nel 1948.

Scarica il pdf e continua a leggere oppure qui

Il wu wei della poesia contro le guerre n.35: Oronzo Liuzzi, “Un giorno adesso”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Oronzo Liuzzi, “Un giorno adesso”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.35: Oronzo Liuzzi, “Un giorno adesso”. Lettura di Fabiola Filardo”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.34: Bertolt Brecht, “Canzone dei poeti lirici”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Bertolt Brecht, “Canzone dei poeti lirici”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.34: Bertolt Brecht, “Canzone dei poeti lirici”. Lettura di Fabiola Filardo”

UGO OJETTI, “Alla scoperta dei letterati” (FEDERICO DE ROBERTO)

UGO OJETTI, Alla scoperta dei letterati. Colloquii con Carducci, Panzacchi, Fogazzaro, Lioy, Verga, Praga, De Roberto, Cantù, Butti, De Amicis, Pascoli, Marradi, Antona-Traversi, Martini, Capuana, Pascarella, Bonghi, Graf, Scarfoglio, Serao, Colautti, Bracco, Gallina, Giacosa, Oliva, D’Annunzio, Fratelli bocca editore, Milano, 1899

.

FEDERICO DE ROBERTO

Milano, agosto del ’94.

È un giovane di appena trent’anni, bruno, elegante, ha il monocolo. Parla con accento siciliano, e nel valido manipolo dei romanzieri siciliani, sebbene così giovane viene terzo, subito dopo il Capuana e il Verga. In questo mio soggiorno egli è stato uno dei tre o quattro compagni più cortesi e più cari e più assidui, così che quello che qui riassumo a mo’ di intervista è stato invece argomento di discussioni lunghe, diverse, appassionate.

Continua a leggere “UGO OJETTI, “Alla scoperta dei letterati” (FEDERICO DE ROBERTO)”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.33: Nadia Cavalera, “Chiamata ai giusti”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Nadia Cavalera, “Chiamata ai giusti”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.33: Nadia Cavalera, “Chiamata ai giusti”. Lettura di Fabiola Filardo”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.32: Rolando Certa, “Se io tu ed altri ancora”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Rolando Certa, “Se io tu ed altri ancora”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.32: Rolando Certa, “Se io tu ed altri ancora”. Lettura di Fabiola Filardo”

“A chi si rivolge la parola?” di Giorgio Agamben

In ogni epoca poeti, filosofi e profeti hanno lamentato e denunciato senza riserve i vizi e le manchevolezze del loro tempo. Chi così gemeva e accusava si rivolgeva tuttavia a dei suoi simili e parlava in nome di qualcosa di comune o almeno condivisibile. Si è detto, in questo senso, che poeti e filosofi hanno sempre parlato in nome di un popolo assente. Assente nel senso di mancante, di qualcosa di cui si sentiva la mancanza ed era pertanto in qualche modo ancora presente. Sia pure in questa modalità negativa e puramente ideale, le loro parole supponevano ancora un destinatario.
Oggi forse per la prima volta poeti e filosofi parlano – se parlano – senza avere più in mente alcun possibile destinatario. La tradizionale estraneità del filosofo al mondo in cui vive ha mutato di senso, non è più soltanto isolamento o persecuzione da parte di forze ostili o nemiche. La parola deve ora fare i conti con un’assenza di destinatario non episodica, ma per così dire costitutiva. Essa è senza destinario, cioè senza destino. Ciò si può anche esprimere dicendo, come si fa da più parti, che l’umanità – o almeno quella parte di essa più ricca e potente – è giunta alla fine della sua storia e che pertanto l’idea stessa di trasmettere e tramandare qualcosa non ha più senso. Quando Averroè nell’Andalusia del XII secolo affermava che lo scopo del pensiero non è di comunicare con gli altri, ma di unirsi all’intelletto unico, egli dava però per scontato che la specie umana fosse eterna. Noi siamo la prima generazione nella modernità per la quale questa certezza è stata revocata in dubbio, per la quale anzi appare probabile che il genere umano – almeno quello che intendevamo con questo nome – potrebbe cessare di esistere.

Continua a leggere qui

Il dono è un legame di anime

Il dono è un legame di anime


di Francesco Sasso

.

L’antropologia culturale è una disciplina eterogenea, il cui campo di studio – l’uomo in quanto elaboratore di cultura – è quanto mai ambiguo e al tempo stesso talmente vasto da rendere necessario l’utilizzo degli strumenti di più discipline per studiare i fenomeni ad esso correlati.

L’antropologia culturale è un modo di guardare all’uomo e alle sue opere nelle loro articolazioni etniche e nelle loro espressioni popolari. Il concetto di cultura è fondamentale per la definizione di questa disciplina anche se di difficile delimitazione. In antropologia, con cultura non si intendono soltanto i prodotti del lavoro intellettuale (arte, letteratura o scienza), ma il complesso di elementi non biologici attraverso i quali l’uomo si adatta all’ambiente e organizza la sua vita sociale. Di fatto, è difficile definire la cultura attraverso un elenco. Naturalmente, la cultura da un lato dipende dalle basi biologiche della vita umana, dall’altro si intreccia con esse e le modifica. In fondo la cultura è una nostra seconda natura. Quindi l’antropologia culturale si muove in simbiosi con le discipline della storia, della filosofia e degli studi umani e sociali. Tuttavia, l’ambito biologico e culturale restano distanti.

Continua a leggere “Il dono è un legame di anime”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.31: Flora Restivo, “Fiori di sangue”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Flora Restivo, “Fiori di sangue”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.31: Flora Restivo, “Fiori di sangue”. Lettura di Fabiola Filardo”

Stefano Lanuzza, “Una tragica giovinezza. Il Rosso e il Nero di Stendhal”

Stefano Lanuzza, Una tragica giovinezza. Il Rosso e il Nero di Stendhal, Jouvence, 2022, pp.141, €12,00


di Francesco Sasso

.

Una tragica giovinezza. Il Rosso e il Nero di Stendhal di Stefano Lanuzza è un saggio a forma di romanzo sulla vita di Henri Beyle/Stendhal. Un’unica esistenza, due anime contrapposte.

Lanuzza ci racconta con finezza e puntualità come Henri Beyle, noto sotto lo pseudonimo di Stendhal (1783-1842), fu dotato di uno spirito di osservazione acutissimo: egli seppe scrutare gli uomini ed il suo realismo è di carattere psicologico. Lo scopo di Stendhal fu di svelare e notare i segreti motivi delle nostre azioni, afferrandone le minime sfumature con sicurezza. Stessa operazione compiuta da Lanuzza in questo saggio su Stendhal/Henri Beyle.

Continua a leggere “Stefano Lanuzza, “Una tragica giovinezza. Il Rosso e il Nero di Stendhal””

Il wu wei della poesia contro le guerre n.30: Archiloco, “Apostrofe al cuore”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Archiloco, “Apostrofe al cuore”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.30: Archiloco, “Apostrofe al cuore”. Lettura di Fabiola Filardo”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.29: Maria Laura Valente, “Liberami dal sillabum”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Maria Laura Valente, “Liberami dal sillabum”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.29: Maria Laura Valente, “Liberami dal sillabum”. Lettura di Fabiola Filardo”

Macedonio Fernandez, “Quaderni di tutto e nulla”. Dalla certezza d’essere alla sua estinzione e ritorno

Macedonio Fernandez, Quaderni di tutto e nulla, Prospero Editore, 2022, pp. 160, € 14,00


di Gustavo Micheletti

.

La traduzione in italiano dei Quaderni di tutto e nulla di Macedonio Fernández (per Prospero editore, a cura di Irina Bajini) è di buon auspicio: consente infatti di sperare che uno degli scrittori e dei pensatori più originali dell’America latina, maestro e amico di Jorge Luis Borges, sia finalmente conosciuto anche in Italia come in molti altri paesi del mondo e come da troppo tempo merita.

Le traduzioni di opere letterarie di Macedonio in Italia sono state infatti fino ad oggi piuttosto rare: la più recente, presso l’editore Castelvecchi (dopo la prima e storica per il Melangolo, del 1992), è quella del Museo del Romanzo della Eterna; ma bisogna andare indietro con gli anni per trovarne una di qualche racconto: una breve raccolta fu pubblicata nella Biblioteca blu di Franco Maria Ricci, a cura di Marcelo Ravoni, col titolo La materia del Nulla.

Continua a leggere “Macedonio Fernandez, “Quaderni di tutto e nulla”. Dalla certezza d’essere alla sua estinzione e ritorno”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.28: Mario Lunetta, “Apolidi”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Mario Lunetta, “Apolidi”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.28: Mario Lunetta, “Apolidi”. Lettura di Fabiola Filardo”

Alberto Toni, “Tempo d’opera”. Introduzione di Roberto Deidier

[Pubblichiamo l’introduzione di Roberto Deidier al volume di poesia Tempo d’opera, da poco uscito per Il ramo e la foglia. Ringraziamo l’editore. Tempo d’opera è il libro postumo di Alberto Toni, scrittore e drammaturgo, esponente della scuola romana, morto nel 2019].

Alberto Toni, Tempo d’opera, a cura di Roberto Deidier, Il ramo e la foglia, p. 108, 13 euro


di Roberto Deidier

.

In un pomeriggio del 1988 (l’estate si era conclusa da poco, ma il caldo non cessava) entrai nella vecchia Feltrinelli di via del Babuino, libreria piuttosto accogliente verso la poesia, anche quella dei piccoli editori. All’uscita avevo con me due volumi, uno considerato già un classico, l’altro dal titolo che segnava l’avvio di un percorso certo. Si trattava di Ora serrata retinae, con l’inconfondibile copertina gialla della collana curata da Valerio Riva, e di Partenza, nell’elegante confezione editoriale di Empirìa, che richiamava un sano artigianato tipografico. Sulla copertina grigia, che mi fece pensare alle Occasioni di Montale nella prima edizione degli anni Trenta, c’era una finestra socchiusa, che dava un’impressione di penombra. La poesia romana degli anni Ottanta mi veniva così incontro attraverso i suoi autori: li rivedo in una fotografia, Valerio Magrelli con gli inconfondibili baffi dietro cui camuffò a lungo i suoi vent’anni, e accanto a lui Alberto Toni, di tre anni più grande ma che sembra il più giovane tra i due, in una tenuta ancora adolescenziale e lo sguardo smarrito dietro i grandi occhiali, mentre il sorriso accennato di Valerio ostenta una sicurezza sorniona malcelata dalla timidezza.

Continua a leggere “Alberto Toni, “Tempo d’opera”. Introduzione di Roberto Deidier”

Francisco Soriano, “frammenti”. Un immaginario resistente fra tempo e spazio

Francisco Soriano, frammenti, Eretica Edizioni, 2022, pp.92, €15,00


di Paolo Lago

.

I “frammenti” (così suona il titolo) che costituiscono questa raccolta poetica di Francisco Soriano sono legati fra di loro da un incessante movimento fra spazio e tempo e si uniscono sinuosamente fino a costituire l’aspetto formale di un poemetto il cui ritmo ora accelera, ora, invece, decresce e rallenta. Le stesse poesie appaiono come dei “cocci” (ricordiamo che Catullo chiamava i suoi versi nugae, “sciocchezze” e Petrarca proprio fragmenta, dei “frammenti” in volgare) raccolti lungo un incedere dalle parvenze picaresche, un incedere senza meta che conduce il poeta a un viaggio a metà fra reale e immaginario: “raccolgo i cocci. / mi accorgo – / sono poesie” – leggiamo nel primo componimento, che suona quasi come un proemio. Quei cocci raccolti per strada, lungo il cammino, vengono plasmati e riattaccati insieme come in un antico mosaico ricostruito, emerso dai sogni e da un immaginario che non si potrebbe definire altrimenti che resistente. È da questo immaginario che emergono i cocci e il poeta, come un archeologo incantatore, quasi come il Fellini fattucchiere e mago che oniricamente rievoca al cinema il mondo antico del Satyricon di Petronio, li ricuce insieme per creare quel piccolo gioiello che noi lettori abbiamo adesso sotto gli occhi: un poemetto, appunto, costruito solo con lettere minuscole (secondo uno stile che Soriano utilizza anche per i suoi suggestivi interventi su “Carmilla online”) che si muove sinuoso come un racconto che attraversa inesorabile, con il suo spirito contemporaneamente esangue e battagliero, una concrezione immaginaria di spazi e tempi.

Continua a leggere “Francisco Soriano, “frammenti”. Un immaginario resistente fra tempo e spazio”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.27: Giorgio Moio, “Un movimento curvilineo”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Giorgio Moio, “Un movimento curvilineo”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.27: Giorgio Moio, “Un movimento curvilineo”. Lettura di Fabiola Filardo”

UGO OJETTI, “Alla scoperta dei letterati” (MARCO PRAGA)

UGO OJETTI, Alla scoperta dei letterati. Colloquii con Carducci, Panzacchi, Fogazzaro, Lioy, Verga, Praga, De Roberto, Cantù, Butti, De Amicis, Pascoli, Marradi, Antona-Traversi, Martini, Capuana, Pascarella, Bonghi, Graf, Scarfoglio, Serao, Colautti, Bracco, Gallina, Giacosa, Oliva, D’Annunzio, Fratelli bocca editore, Milano, 1899

.

MARCO PRAGA.

Milano, agosto del ’94.

L’ho incontrato al Savini. Parla poco, anzi gli amici intimi mi han detto che non ama parlare d’arte. È alto, biondo, esile, ben elegante e… per chi se ne occupa, è un ciclista appassionato. Ho voluto «intervistarlo» perché egli ha fama di essere stato un innovatore nel teatro italiano, ma certo non ho trovato in lui l’entusiasmo dell’apostolo. Per scuotere una sua apparente indifferenza alla discussione, ho attaccato il suo ultimo dramma direttamente cosi:

— Perchè hai scritto L’Erede? Ha avuto una causa estetica questo ritorno all’antico, tanto più strano in te che tra gli altri eri stimato modernissimo?

Continua a leggere “UGO OJETTI, “Alla scoperta dei letterati” (MARCO PRAGA)”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.26: Antonio Porta, “Airone”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Antonio Porta, “Airone”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.26: Antonio Porta, “Airone”. Lettura di Fabiola Filardo”

Nero Carlo Levi

Carlo Levi. Autoritratto, 1945
(Roma, Fondazione Carlo Levi)

Nero Carlo Levi


di Paola Bonazzi 

.

Quando troverò un colore più scuro del nero, lo indosserò. Ma fino a quel momento, mi vestirò di nero” era solita proferire Coco Chanel. Da più di un secolo il nero è entrato nella moda come una tinta elegante, minimalista, persino sensuale. Ma il nero è stato, e lo è ancora, anche simbolo delle tenebre, della notte senza lume, il colore della miseria e morte. Nella sua assenza di colore, l’archetipo del nero allude all’assenza, e perciò al lutto, che di tutte le assenze è la più dolorosa. Il nero evoca anche l’universo prima che fosse nato, il caos primordiale avvolto in un manto di oscurità, prima della materia, prima della luce: il nero primordiale al tempo zero, ricco di potenzialità generatrici, come fecondo è il ventre oscuro della terra fertile e madre dove il seme, al buio, germoglia.

Il nero come simbolo di un tempo arcaico, il suo pulsare negli antichi riti di magia e di morte, è il nero che tanto frequentemente ritroviamo nell’opera di Carlo Levi (Torino, 1902 – Roma, 1975): un nero che sottolinea quasi ossessivamente il carattere dei luoghi, aspri e primitivi, e di chi, uomini e animali, in quei luoghi vi conduce l’esistenza, suo malgrado. È il nero degli abiti delle donne, dei loro occhi pungenti, un nero doloroso, asciutto, profondo: “occhi neri, che i pianti di infinite vigilie fatto han vuoti, guardate nel profondo dell’anima”, scriveva nel 1935 durante il suo confino in Lucania, terra al principio del tempo, dimenticata dagli uomini e dove Dio non è mai arrivato (Cristo si è fermato a Eboli, 1945).

Continua a leggere “Nero Carlo Levi”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.25: Giovanni Lombardo, “Insensata”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Giovanni Lombardo, “Insensata”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.25: Giovanni Lombardo, “Insensata”. Lettura di Fabiola Filardo”

Lucette & Céline

Lucette & Céline

J’ai toujours dormi ainsi dans le bruit atroce depuis décembre 14.

J’ai attrapé la guerre dans ma tête. Elle est enfermée dans ma tête.

(Louis-Ferdinand Céline, Guerre, 2022)


di Stefano Lanuzza 

.

Dopo il libro di Sandra Vanbremeersch, La Dame couchée (2021), tradotto in Italia nel 2022 da Marta Morazzoni col titolo di Buongiorno, madame Céline, seguono in Francia la seconda edizione (2022) di Madame Céline, autore David Alliot, e Guerre (2022) di Louis-Ferdinand Céline.

Il primo libro e il secondo riguardano la vedova di Céline, Lucette Almanzor; il terzo, uscito il 5 maggio 2022 in 80mila copie chez Gallimard (che lo presenta come “pezzo capitale nell’opera dello scrittore”), è un inedito ritrovato: un testo che, in mancanza di dati filologici convincenti, potrebbe adombrare un romanzo a parte, elaborato, forse, nel 1934; oppure, più verosimilmente, costituire uno stralcio del Voyage au bout de la nuit (1932) finito nelle mani del giornalista Jean-Pierre Thibaudat e rimasto inedito per molti anni… Più probabilmente – asserisce Pierluigi Pellini –, “Guerre è un abbozzo scartato del Voyage, scritto fra il ’30 e il ’31[…]. Dev’essere stato espunto dall’autore per la sua oltranza pornografica” (“Alias/il manifesto”, 26 giugno 2022).

Continua a leggere “Lucette & Céline”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.24: Edoardo Cacciatore, da “Altri Graduali”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Edoardo Cacciatore, da “Altri Graduali”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.24: Edoardo Cacciatore, da “Altri Graduali”. Lettura di Fabiola Filardo”

Il wu wei della poesia contro le guerre n.23: Antonella Doria, “Narra poesia”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Antonella Doria, “Narra poesia”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


Continua a leggere “Il wu wei della poesia contro le guerre n.23: Antonella Doria, “Narra poesia”. Lettura di Fabiola Filardo”