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[NUOVI PODCAST sulla nostra rivista e sui canali Youtube e Spotify, a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo. Di seguito l’introduzione al progetto (f.s.)]


Il wu wei della poesia contro le guerre

a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo 

In questo pianeta – “bella d’erbe famiglia e d’animali” (e unificati solamente dalla logica economica e finanziaria, dalla ragione dei profitti e dallo stupro del degrado ambientale) –, la “banalità del male”, la “povertà del mondo”, la volgarità di pensiero, l’eccidio della biodiversità, le morti per violenza, fame e sete (guerre o non guerre siano le cause), le logiche di dominio e di spartizione del mondo capitalistiche, la mercificazione della parola e della comunicazione stessa sono ormai in crescita esponenziale.

In questa voragine dissennata e criminale però, allora, c’è una ragione in più (tante) per essere con/per la vita, contro la morte e la varietà dei degradi colpevole e impunita. Non ci appartengono né i paradisi fiscali né quelli di altre metafisiche evanescenti e svianti.

Un altro ordine è possibile, l’impossibile. La poesia è la politica dell’impossibile!

Noi prendiamo posizione con la voce dei poeti e della poesia! E non si dà tregua! Siamo con chi le guerre, il dolore, la morte e le povertà, (pro-vocate ad hoc) colpisce più di una volta e ancora. Fuori ogni pietosa e acritica immedesimazione, Noi-con-altri-Noi (voce plurale, e ancora priva d’ascolto) vogliamo essere sempre capaci di sentire nel profondo “ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo” (Ernesto Che Guevara). Ed è per questo che diamo voce egualmente – anche se gridassimo forte e nessuno ci sentirebbe – al respiro, agli echi e all’azione della poesia. Poesie contro le guerre, i mistificatori di ogni luogo e tempo, i nuovi blocchi del terrore di famiglia contrapposti e la ballata coloniale degli asservimenti politici e sociali chiamati democratici.

Non abbiamo bisogno di soggetti che usano la pace come metafora di guerra.


PODCAST

1) Salvatore Quasimodo, “Uomo del mio tempo”. Lettura di Fabiola Filardo

2) Bertolt Brecht, “Mio fratello aviatore”. Lettura di Fabiola Filardo.

3) Santo Calì, “Un Cristo nudo”. Lettura di Fabiola Filardo.

4) Sonia Caporossi, “Ricordamelo tu, se proprio vuoi, chi sono”

5) Giulia Sottile, “La poesia non indossa diamanti”. Lettura di Fabiola Filardo

6) William Shakespeare, “Sonetto 123”.  Lettura di Fabiola Filardo

7) Natalia Paci, “Zero di Vita”. Lettura di Fabiola Filardo

8) Edgar Lee Masters , “Calvin Campbell”. Lettura di Fabiola Filardo

9) Mario Grasso, “Dalle Termopoli di Simonide all’Ucraina di Sevcenko”. Lettura di Fabiola Filardo

10)

 


Nomi dei poeti

Poeti viventi, invitati e partecipanti
***
1. Aldo Gerbino
2. Annamaria Ferramosca
3. Antonino Contiliano
4. Eugenio Lucrezi
5. Flora Restivo
6. Francesca Incandela
7. Francesco Muzzioli
8. Francisco Soriano
9. Giorgio Moio
10. Giovanni Commare
11. Giovanni Fontana
12. Giulia Sottile
13. Lucio Zinna
14. Marco Palladini
15. Marco Scalabrino
16. Mario Grasso
17. Massimo Mori
18. Natalia Paci
19. Oronzo Liuzzi
20. Paolo Messina
21. Sonia Caporossi
22. Stefano Lanuzza
23. Steli Contiliano
24. Tommaso Romano
25. Antonella Doria
26. Rosalia Silvia
27. Nadia Cavalera


Poeti scelti (non viventi)
***
1. Archiloco
2. Bertolt Brecht,
3. Charl Baudelaire
4. Crescenzio Cane
5. Edgar Lee Masters
6. Edoardo Sanguineti
7. Emilio Piccolo
8. Emily Dickinson
9. Filippo Tommaso Marinetti
10. Gianmario Lucini
11. Gianni Diecidue
12. Giuseppe Panella
13. Giuseppe Ungaretti,
14. Ignazio Buttitta
15. Jacques Prevert
16. Mario Lunetta,
17. Nat Scammacca
18. Orazio
19. Primo Levi
20. Rolando Certa
21. Salvatore Quasimodo,
22. Santo Calì
23. Umberto Saba
24. Vladimir Majakovskij
25. William Ernest Henley
26. William Shakespeare
27. Edoardo Cacciatore


Angolo di autori e testi non necessariamente poetici:

1) Francesco Vinci


 

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